"Joca, il "Che" dimenticato" racconta la storia di Libero Giancarlo Castiglia, un calabrese diventato guerrigliero in Brasile durante la dittatura militare. Un racconto di coraggio e sacrificio, tra battaglie in Amazzonia e la ricerca della verità sulla sua scomparsa.
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"Joca, il "Che" dimenticato" di Alfredo Sprovieri, con l'introduzione di Goffredo Fofi, riporta alla luce la storia di Libero Giancarlo Castiglia, un calabrese emigrato in Brasile che divenne un guerrigliero rivoluzionario. Un racconto avvincente di coraggio, idealismo e sacrificio, ambientato negli anni bui della dittatura militare brasiliana.
Libero Giancarlo Castiglia lasciò la Calabria a metà degli anni '50, attratto dalle promesse di una vita migliore in Brasile. Dopo un'esperienza come metalmeccanico a Rio De Janeiro, si avvicinò al mondo del giornalismo politico, collaborando con il giornale comunista "A Classe Operaria". L'ascesa della dittatura militare, con la deposizione del governo di João Goulart, segnò una svolta nella sua vita.
Di fronte all'oppressione e alla repressione del regime militare, Castiglia decise di non abbandonare il Brasile e di unirsi alla lotta armata. Dopo un periodo di addestramento in Cina, assunse il nome di battaglia "Joca" e si mise a capo di un distaccamento della guerriglia rurale in Amazzonia. Con un manipolo di uomini, affrontò per anni migliaia di soldati governativi, diventando un simbolo di resistenza.
La storia di Joca e dei suoi guerriglieri è un'epopea di battaglie, privazioni e sacrifici. Nonostante l'inferiorità numerica, riuscirono a tenere testa alle forze governative per anni, incarnando lo spirito di ribellione contro l'ingiustizia. La loro storia si concluse tragicamente tra il 1973 e il 1974, quando furono sconfitti e dispersi a seguito di un imponente rastrellamento. Il mistero avvolge la loro sorte, alimentando interrogativi e speculazioni.
All'inizio del nuovo millennio, il ritrovamento di uno scheletro in una fossa comune vicino al fiume Araguaia riaccese le speranze di fare luce sulla sorte di Joca. Il governo brasiliano ipotizzò che potesse trattarsi dei resti del guerrigliero italiano e organizzò una spedizione in Calabria per prelevare il DNA dei suoi familiari. Da quel momento, però, calò nuovamente il silenzio sulla vicenda, lasciando la famiglia di Joca in attesa di verità e giustizia.
Alfredo Sprovieri, con uno stile giornalistico rigoroso e appassionato, ricostruisce la vita e le gesta di Joca, il "Che" dimenticato, attraverso testimonianze, documenti e ricerche d'archivio. Un libro che non solo racconta una storia avvincente, ma che invita a riflettere sul significato della lotta per la libertà e la giustizia, e sull'importanza di non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per questi ideali.
Il libro è un'indagine accurata e commovente sulla vita di un uomo che ha scelto di lottare per la libertà in un paese straniero, un eroe dimenticato che merita di essere riscoperto.
| Titolo | Joca, il "Che" dimenticato la vera storia del ribelle italiano che sfidò il regime dei Gorillas |
| Autore | Alfredo Sprovieri |
| Editore | Mimesis |
| Data di pubblicazione | 2018 |
| Lingua | Italiano |
| Copertina | Brossura |
| Pagine | 141 |
| Dimensioni | 14 x 21.59 cm |
| Genere | Biografico, Storico, Politica |